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Le leggende medievali su cavalieri e principesse
Le storie di bellissime principesse ed eroici e impavidi cavalieri, nell'immaginario medievale, hanno sempre affascinato i nostri bambini, i quali con la loro fervida fantasia si sono spesso identificati con passione nei protagonisti. La più famosa, e sicuramente la più bella che possiamo raccontare loro, è la leggenda di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda.
Il mitico Artù nacque dal re britannico Uther Pendragon e Ingraine della Cornovaglia, che si amarono grazie a un incantesimo del Mago Merlino. La bella Ingraine, però, era già sposata con il duca di Gorlois e questo loro amore fece scoppiare una violenta guerra tra i due rivali, ragion per la quale Merlino decise di far crescere il bambino lontano dal regno, affidandolo a un'umile famiglia. Raggiunta l'età adulta, Artù, inconsapevole di essere figlio del re britannico, riuscì per caso ad estrarre la mitica Excalibur, la “spada della roccia”, dimostrando di essere l'erede di sangue di Uther. Re Artù fu incoronato dallo stesso Merlino e in seguito sposò Ginevra. Il padre della sposa diede ad Artù La Tavola Rotonda, un luogo dove lui e i cavalieri al suo servizio potessero riunirsi per decidere le sorti del regno senza dispute. La tavola, infatti, simboleggiava l'uguaglianza, e così, grazie a pacifiche decisioni, nacque un regno fatto di splendore e di magnificenza.
Da questa avvincente leggenda ne è nata un'altra altrettanto affascinante, nella quale i protagonisti sono ancora una volta un cavaliere e una principessa: la storia d'amore tra Lancillotto e Ginevra. Lancillotto, il cavaliere più valoroso di re Artù, ebbe una storia d'amore segreta con la sua consorte. Quando la loro relazione venne scoperta, Ginevra fu condannata a morte, ma il cavaliere riuscì a liberarla e la portò nel suo regno.
Dalla corte di Re Artù, un altro cavaliere ebbe un ruolo da protagonista nelle leggende medievali: Sir Percivale. La sua figura è connessa alla ricerca del Sacro Graal, la coppa contenente il sangue di Gesù Cristo e dotata di misteriosi poteri mistico-magici. Il calice di Gesù, simbolo di verità, era ricercato dai 12 cavalieri della Tavola Rotonda che dovettero superare continue prove, ma solo Sir Percivale lo trovò sulla tavola del Re Pescatore, il quale aveva invitato l'eroico cavaliere ad una festa al castello.
Il ciclo arturiano continua con Lohengrin, chiamato anche il Cavaliere del Cigno, figlio di Sir Percivale e di Conduiramour. Anche lui, come Lancillotto, si battè per amore. Lohengrin era servitore del Sacro Graal e fu chiamato per difendere Else, accusata di aver ucciso il fratello. Il Cavaliere del Cigno sfidò a duello l'accusatore Frederick e vinse; sposò Else, ma le fece promettere di non chiedergli mai il suo nome. La sposa curiosa non riuscì a trattenersi dal fargli la fatale domanda e allora Lohengrin, davanti agli altri cavalieri, le rivelò la sua vera identità, ma le disse anche che avrebbe dovuto lasciarla per tornare alla Montagna Sacra. Il cavaliere, così, salì su una barca a forma di cigno e scomparve. La leggenda dei cavalieri di Re Artù finisce con Mordred e la Fata Morgana. Mordred, cavaliere della Tavola Rotonda e figlio della Fata Morgana, si impadronì del regno mentre il sovrano si era assentato per combattere contro Lancillotto. Questo avvenimento pose le basi per la battaglia finale: cavaliere e Re morirono durante il duello.
Le leggende medievali, dunque, proiettano grandi e piccini verso dimensioni fiabesche e da sogno, nelle quale ognuno può facilmente calarsi nel ruolo preferito. E tu che personaggio sei?

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